L'Archeologia a Manduria

ghfuyfuyL'attuale assetto urbano della parte nordorientale della città di Manduria e, più precisamente, dell'ampio spazio circoscritto dalla cerchia di fortificazione esterna dell'antico centro messapico, è la testimonianza più visibile e recente di una pressoché ininterrotta e per molti versi straordinaria continuità insediativa. Ciò che però tende a complicarne una lettura storico-urbanistica d'insieme, non sono tanto, generalmente, le più o meno drastiche sovrapposizioni via via succedutesi, quanto piuttosto il carattere disomogeneo e affatto sistematico con cui tale spazio è stato più volte rivissuto. Tentare di ricomporre le fasi essenziali di questo sviluppo non è soltanto utile per le conclusioni storico-topografiche scaturibili, ma anche per pervenire ad una formulazione di previsione di rischio archeologico sempre meno generica e più circostanziata.
Manduria può dunque definirsi centro a continuità di vita pluristratificato, non solo per la presenza di una molteplicità di strati archeologici che segnalano l'esistenza di un divenire fisicamente ricostruibile al di sotto dall'attuale contesto urbano, quanto anche di una pluralità di stratificazioni di diversi periodi storici, rappresentati da monumenti civili, residenziali ed ecclesiastici, nonché da spazi pubblici dal medioevo ai giorni nostri. Pensando alla sua prima fase urbanisticamente nota (sia pure in quadro ancora discontinuo), l'insediamento messapico di Manduria è, su scala sub-regionale, parte di un più ampio sistema paleografico "a continuità di vita", ossia il Salento messapico il quale (come da tempo assodato dagli studiosi), appare straordinariamente conservatosi nei secoli. Ed è questa una "rete" di valori omogenei, un itinerario con una forte identità culturale già esistente che Manduria condivide con tanti altri centri del Salento che si sono sviluppati nei secoli grosso modo in medesime aree.

Tratto da: Quaderni Archeo (Periodico di cultura a cura dell'ArcheoClub di Manduria n. marzo 2007)